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Marchi TIM sugli armadi FiberCop AIIP torna all’Antitrust

Dai furgoncini agli armadi stradali. AIIP torna sul tema della neutralità della rete FiberCop con una nuova segnalazione indirizzata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Al centro del documento, la permanenza del marchio TIM e degli adesivi che associano la dicitura “FIBRA OTTICA” a TIM su infrastrutture utilizzate anche per fornire servizi ai clienti degli operatori concorrenti.

Dalla separazione della rete al riconoscimento wholesale only

La separazione della rete fissa di accesso di TIM è divenuta operativa il 1° luglio 2024. Con la delibera n. 58/26/CONS dell’11 marzo 2026, AGCOM ha riconosciuto FiberCop come operatore wholesale only, attivo esclusivamente all’ingrosso, mantenendo obblighi di accesso e non discriminazione nei mercati e per i servizi soggetti a regolazione.

La nuova iniziativa riprende la segnalazione AIIP del 13 gennaio 2025, relativa all’utilizzo di mezzi e personale marchiati TIM o Telecom Italia negli interventi sulla rete FiberCop. L’associazione pone ora l’attenzione sulle superfici esterne degli armadi, dove la visibilità del marchio è stabile e continuativa.

Una rete per più operatori e pubblicità per uno solo

Gli armadi ripartilinea collegano la rete primaria a quella secondaria. Nelle configurazioni FTTC ospitano, spesso nel sopralzo, apparati che consentono di erogare connettività attraverso l’ultimo tratto in rame. La fotografia allegata alla segnalazione mostra sia una targhetta TIM sull’armadio sia l’adesivo blu “FIBRA OTTICA” con il logo TIM nella parte superiore.

Secondo AIIP, questa esposizione attribuisce a TIM un vantaggio promozionale e rischia di indurre gli utenti a identificare la rete e la disponibilità della connettività con un solo operatore commerciale. Gli altri operatori acquistano i servizi di accesso da FiberCop e sostengono i propri investimenti commerciali, mentre le infrastrutture attraverso cui servono i clienti continuano a esporre il marchio del concorrente.

Oltre 127 mila cabinet equipaggiati FTTC

A indicare la dimensione della rete è la stessa AGCOM: il Documento I allegato alla delibera 58/26/CONS riporta 127.426 cabinet equipaggiati FTTC a fine 2024. È il dato relativo alla consistenza delle infrastrutture FTTC; il numero degli armadi che conservano i marchi TIM è invece uno degli elementi che AIIP chiede alle Autorità di accertare.

Zorzoni chiede una neutralità riconoscibile anche sul territorio

«Sono passati venti mesi dalla nostra prima segnalazione e oltre due anni dalla cosiddetta separazione della rete. Riteniamo inaccettabile che le infrastrutture di FiberCop continuino a fare pubblicità a TIM. Una società che si presenta come indipendente ed è riconosciuta da AGCOM come operatore wholesale only deve essere coerente anche nella comunicazione al pubblico. Gli altri operatori pagano per utilizzare la rete, ma sugli armadi resta il marchio del loro concorrente. La neutralità deve essere riconoscibile anche sul territorio: chiediamo la rimozione dei vecchi loghi, con tempi certi e verificabili», dichiara Giovanni Zorzoni, vicepresidente AIIP.

Rimozione dei marchi e scadenze verificabili

AIIP chiede ad AGCM e AGCOM di verificare l’estensione del fenomeno, valutare i possibili effetti discriminatori e anticoncorrenziali e intervenire per ottenere la rimozione o copertura dei segni commerciali TIM. La richiesta comprende un piano di adeguamento con termini brevi, un cronoprogramma e una rendicontazione verificabile degli interventi.

Per l’associazione, l’origine storica dei loghi non giustifica il protrarsi dei loro effetti promozionali: l’identificazione tecnica degli impianti può essere assicurata attraverso i codici e i riferimenti dell’effettivo gestore, senza attendere la sostituzione degli armadi o la dismissione della rete in rame.