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“Legge Pezzotto”, il Presidente di AIIP Zorzoni: “doppio standard di applicazione, si adeguino tutti e subito”

“Legge Pezzotto”, il Presidente di AIIP Zorzoni: “doppio standard di applicazione, si adeguino tutti e subito”

 

Milano, 15/03/2024

Il Presidente di AIIP Giovanni Zorzoni interviene sullo stato dell’arte dell’applicazione della cosiddetta “Legge Pezzotto”, entrata in vigore il 1° febbraio scorso con l’obiettivo di prevenire e contrastare la fruizione di contenuti pirata in diretta streaming:

“Nella sua storia decennale AIIP ha sempre lealmente collaborato con Agcom e con il legislatore, fornendo contributi approfonditi e motivati sia a livello tecnico, sia giuridico. Così ha fatto anche nelle discussioni che hanno preceduto la nuova normativa e regolamentazione di contrasto alla pirateria di contenuti in diretta. AIIP è stata fra le prime ad evidenziare diverse criticità delle nuove disposizioni, anche in termini di proporzionalità, di rispetto dei diritti di terzi erroneamente filtrati, di sicurezza e integrità della rete; ancora oggi, siamo impegnati nel dialogo con l’Autorità, e con il Commissario Massimiliano Capitanio, per correggere i problemi ancora presenti.

Nel frattempo, però, le norme sono entrate in vigore e devono essere rispettate in maniera uniforme. Non è accettabile che soggetti esteri, pur di fatto operando in Italia, possano continuare a sottrarsi alle nuove norme antipirateria. Ciò, da un lato, riduce drasticamente l’efficacia degli strumenti di contrasto alla pirateria, dall’altro genera una forma di pericolosa concorrenza sleale in danno degli operatori che si sono conformati alle nuove norme.

Le imprese italiane di comunicazioni elettroniche – che già subiscono un rilevante svantaggio competitivo rispetto a soggetti che, attraverso forme di “ingegneria fiscale”, lasciano solo briciole in Italia, pur fornendovi i propri servizi – non solo si vedono ora costrette ad affrontare i significativi extracosti derivanti dai nuovi obblighi, ma anche a competere contro imprese che non affrontano tali costi e i cui servizi – paradossalmente – diventano più attrattivi per parte del pubblico proprio perché privi dai sistemi di filtraggio antipirateria.

I casi sono diversi e riguardano anche fornitori di accesso ad Internet satellitare, fra i quali, a quanto oggi ci risulta, anche Starlink, che proprio recentemente ha potuto ridurre i propri prezzi al pubblico. Questa disparità non è ulteriormente sopportabile e ribadiamo nuovamente la richiesta di un intervento risoluto e tempestivo per imporre a tutti il rispetto di questa nuova regolamentazione, condizione essenziale per un “level playing field”.