Crisi energetica e guerra in Iran: lasciare scoperte reti e data center espone il Paese a un rischio sistemico. AIIP chiede subito un Tavolo di crisi e un Piano di emergenza digitale
L’associazione chiede la convocazione urgente di un Tavolo interministeriale per mettere in sicurezza l’intera catena della continuità operativa: POD, cabine, linee, generatori, gasolio, logistica, sale di controllo e ripristino dei servizi.
Milano, 31 marzo 2026
AIIP – Associazione Italiana Internet Provider – richiama con la massima urgenza l’attenzione del Governo sulla necessità di aprire immediatamente un Tavo
lo di crisi interministeriale e di adottare un Piano di emergenza digitale nazionale per la continuità energetica delle infrastrutture digitali italiane.
L’aggravarsi del quadro geopolitico ed energetico internazionale rende concreta ancora una volta la possibilità di misure straordinarie di contenimento dei consumi, limitazioni di potenza, distacchi selettivi e priorità nei rifornimenti di carburanti e nella gestione degli approvvigionamenti energetici. In uno scenario di questo tipo, la resilienza del sistema digitale nazionale non può essere affidata a decisioni non coordinate, né a classificazioni incomplete delle utenze da salvaguardare.
AIIP ricorda di avere già sollecitato nel dicembre 2022 l’apertura urgente di un tavolo tecnico finalizzato alla predisposizione di una whitelist dei POD che alimentano il sistema TLC, richiesta poi ribadita nel settembre 2023. Oggi, tuttavia, la sola whitelist dei POD, pur indispensabile, non è più sufficiente: occorre mettere in sicurezza l’intera catena della continuità operativa, dall’alimentazione elettrica alle cabine e ai rami di rete a monte dei POD, fino alla disponibilità di gasolio per i gruppi elettrogeni, ai sistemi di continuità, ai mezzi tecnici per la manutenzione, all’accessibilità ai siti, alla logistica dei ricambi, alle sale di controllo e alle procedure di priorità per il ripristino dei servizi.
Non si tratta di una questione settoriale. Una parte crescente della continuità sanitaria, amministrativa, produttiva e civile del Paese dipende oggi da reti di comunicazione, POP, punti di interconnessione e peering, nodi ottici, data center di qualsiasi dimensione, servizi cloud, siti di accesso e trasporto. Senza tali infrastrutture si interrompono o si degradano funzioni essenziali per ospedali, emergenza, sicurezza, pubbliche amministrazioni, pagamenti, logistica, scuola, lavoro remoto, videosorveglianze remote e servizi pubblici.
“È molto probabile che, in una situazione del genere, si possa arrivare a misure straordinarie fino al razionamento”, afferma Giovanni Zorzoni, vicepresidente AIIP. “Con la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz vengono a mancare dal mercato globale oltre 12 milioni di barili al giorno: una botta enorme che si scarica subito su prezzi, carburanti, logistica e industria. Se non bastasse questo a minare alla radice tutta la catena degli approvvigionamenti di energia, fertilizzanti, gas nobili e quindi anche dei microchip, non è così improbabile che si apra un nuovo fronte con la chiusura anche dello stretto di Bab el-Mandeb”.
“Nelle reti e nei data center i consumi sono stabili, costanti, non comprimibili con facilità. Per questo una riduzione di potenza non produce un rallentamento graduale, ma un’interruzione secca dell’operatività”, dichiara Giuliano Claudio Peritore, presidente AIIP. “È la ragione per cui AIIP chiede una mappatura nazionale dei siti non scollegabili e non razionabili, da preservare in caso di misure emergenziali e da sostenere con una catena prioritaria di rifornimento del gasolio per i generatori”.
Per AIIP è necessario procedere con urgenza a:
- ricognizione e classificazione dei POD che alimentano infrastrutture di telecomunicazioni e digitali;
- mappatura delle cabine, delle linee e dei rami di rete a monte dei POD critici;
- definizione di una whitelist nazionale delle infrastrutture digitali e delle relative alimentazioni;
- predisposizione di un protocollo nazionale di priorità per i rifornimenti di gasolio destinati ai gruppi elettrogeni e ai mezzi tecnici necessari alla manutenzione e al ripristino dei servizi;
- definizione di procedure coordinate tra operatori energetici e operatori di comunicazione elettronica, con tempi di preavviso, referenti unici e priorità di rialimentazione e ripristino;
- inclusione formale del comparto digitale tra le funzioninazionali da salvaguardare nei meccanismi emergenziali relativi a elettricità, gas e carburanti.
L’Italia non può permettersi di affrontare eventuali misure emergenziali senza una preventiva mappatura delle infrastrutture digitali da salvaguardare e senza un quadro operativo condiviso tra istituzioni, operatori energetici e settore delle comunicazioni elettroniche. Per questo AIIP chiede la convocazione urgente del Tavolo di crisi, possibilmente entro sette giorni, e la tempestiva definizione delle prime misure operative, prima che l’eventuale aggravarsi dello scenario imponga decisioni assunte in condizioni già compromesse.
Il testo riprende la lettera aperta nei passaggi su rischio di misure straordinarie, insufficienza della sola whitelist dei POD, dipendenza dei servizi essenziali dalla continuità digitale e sei richieste operative.
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