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31/07/2006

TELECOM ITALIA SUGLI SVILUPPI DELLA TV VIA CAVO

Dal punto di vista tecnologico, entro due anni l'Ip Tv sarà un servizio largamente diffuso, diverrà di uso comune così come è oggi l'Adsl. ... entro il 2010 l'Ip Tv sarà la piattaforma più economica per portare l'entertainment ai clienti. Non dimentichiamo inoltre che un modem Adsl oggi costa un decimo di quanto costasse quattro anni fa

Massimo Castelli, Resp. Marketing Telecom Italia

Milano Finanza
"Piattaforme? No, trampolini"
    
Data: 31/07/2006
REBUS TLC Ip Tv, Dvb-h, Umts, Hsdpa, Voip, Wi-Max: come fanno utenti e investitori a raccapezzarsi con queste tecnologie? Lo spiega Massimo Castelli, chief marketing officer di Telecom Italia.

Ip Tv, Dvb-h, Umts, Hsdpa, Voip, Wi-MaxÉ Acronimi familiari per gli addetti ai lavori e gli appassionati della tecnologia e ignoti alla gente comune e a molti investitori. Che invece devono capire come queste sigle nascondano le attuali e prossime forme di distribuzione di telefonia e contenuti multimediali (news, radio, film), insomma il futuro delle telecomunicazioni e anche quello dei media. Ma come raccapezzarsi tra queste tecnologie? Come interpretarne il vero valore sia per il consumatore che per l'investitore? Milano Finanza lo ha chiesto a Massimo Castelli, 47 anni, ingegnere ma soprattutto chief marketing officer del gruppo Telecom Italia. Da 21 anni Castelli è nel mondo delle tecnologie avanzate, prima in Olivetti, poi in Infostrada, e successivamente in Tim e ora in Telecom, a riporto diretto di Riccardo Ruggiero, capo delle operation.

Domanda. A giudicare dalle reazioni sui titoli tlc dopo i primi dati semestrali, c'è un certo scetticismo sulle capacità da parte degli operatori di difendere i margini di redditività. Siete preoccupati?

Risposta. No, io sono confidente. Certo, ragiono da manager aziendale e ritengo che i rischi arrivano quando le situazioni non sono sotto controllo, perché non si prevede o non si presidia tutto il mercato. La dinamica di quello che sta avvenendo era scontata, a causa di un ambiente tecnologico e di mercato sempre più competitivo. Telecom Italia, in questo contesto, è pronta a presidiare tutti i possibili sviluppi del mercato sia dal punto di vista tecnologico che dell'offerta. Altrove invece si sono verificati fenomeni che avevano visto l'incumbent inerte e incapace di gestire i rapidi cambiamenti imposti dal mercato. Qualcuno ha subito la discontinuità tecnologica anziché cavalcarla. Ma anche all'estero ci sono esempi di ripresa al riguardo. Penso a British telecom, operatore di telefonia fissa, e ai momenti difficili che ha passato. Ora però nessuno nega che presidi molto fortemente il mercato.

D. Si sostiene che sulla telefonia fissa Telecom stia soffrendo e che sulla banda larga le connessioni che vende all'ingrosso agli altri operatori crescano più di quelle vendute direttamente ai privati.

R. Sulla telefonia fissa sono scesi i volumi da traffico voce e anche i prezzi, ma contestualmente sono cresciuti, e continuano a farlo, la banda larga e il mobile. Vorrei però sottolineare tre cose: il rallentamento dei volumi di traffico voce sul fisso è di una percentuale a una sola cifra; che in volume, quello del fisso rappresenta ancora il doppio del traffico voce mobile; e che tutte queste dinamiche erano già previste nei piani.

D. E sulla banda rivenduta dalla concorrenza?

R. Mi permetta una battuta: data la lentezza con la quale erano partiti, un po' di riequilibrio me l'aspettavo. In fondo, tra tutti gli operator siamo quelli col rapporto retail/ingrosso più alto. Certo, non vogliamo perdere quote di mercato, ma qui siamo come nella telefonia mobile anni 90, in cui il mercato cresce e tutti gli operatori fanno il possibile per rafforzare la propria posizione.

D. Parliamo di Ip Tv, la quinta piattaforma di fruizione di contenuti televisivi dopo l'analogico, il satellite, il digitale terrestre e il digitale su telefonino. Per potersi distinguere, su quale profilo ideale sarà ritagliata?

R. Nel progettarla, abbiamo pensato a quelle che possiamo definire la ´Generazione Sky' o la ´Generazione Blockbuster'. In altri termini, la Ip Tv riesce a coniugare sia le esigenze di chi cerca un canale particolare, di nicchia, che le piattaforme generaliste non hanno, sia di chi appunto cerca un grande contenitore di contenuti disponibili on demand, ma senza il fastidio di uscire di casa e tuffarsi nel traffico per andare a noleggiare un film.

D. Ma costruire un'offerta entertainment costa terribilmente, basta guardare all'esperienza di Sky Italia e a quanti anni di conti in rosso e di investimenti pesanti ha dovuto sopportare per arrivare finalmente ai profitti.

R. Al contrario, quello che prevediamo è che entro il 2010 la Ip Tv sarà il sistema più economico per offrire contenuti televisivi . Il modello di business è diverso, più simile se vogliamo alla formula Blockbuster, in cui vige una condivisione di ricavi. Costruirsi una buona library di film ha dei costi minimi rispetto al lancio di un solo film in un canale tradizionale. Qui l'approccio è: quello che ricavo, pago. Certo, poi ci saranno le esclusive, e quelle avranno un costo adeguato. Questo non significa che la Ip Tv si contrappone ai canali tv digitali terrestri o satellitari, ma è qualcosa di aggiuntivo e complementare.

D. Si spieghi meglio.

R. Faccio un esempio. Siamo tutti abituati la sera alle 20 a guardare il telegiornale, ma moltissimi non ce la fanno ad arrivare in tempo. Bene, con l'Ip Tv non importa a che ora si arrivi, si schiaccia un tasto e si vede il telegiornale. Sono banalità, ma fino a quando si penserà che l'Ip Tv è il nemico che toglie spazio agli altri, non si andrà avanti. Vedo un'atmosfera simile a quella che c'era nel mondo dell'MP3 qualche anno fa, in cui chi produceva musica diceva: questi sono pirati! In seguito, i pirati sono diventati clienti.

D. Quanto tempo ci vorrà per superare questi ostacoli?

R. Dal punto di vista tecnologico, entro due anni l'Ip Tv sarà un servizio largamente diffuso, diverrà di uso comune così come è oggi l'Adsl. Il tempo inoltre lavora anche a favore della maggiore economicità di questa piattaforma rispetto alle altre: ripeto, entro il 2010 l'Ip Tv sarà la piattaforma più economica per portare l'entertainment ai clienti. Non dimentichiamo inoltre che un modem Adsl oggi costa un decimo di quanto costasse quattro anni fa (sottolineatura aggiunta aiip).

D. Restando nel campo della banda larghissima, si fa un gran parlare della tecnologia wireless detta Wi-Max. È un'alternativa seria alla telefonia fissa?

R. È un sistema in cui occorre ancora definire molte cose, dalla disponibilità di frequenze alla necessità di avere una licenza oppure no. Oggi il Wi-Max non si può considerare un'alternativa alla linea fissa in tutte le situazioni, perché non sempre vantaggiosa in termini di costi. Piuttosto il Wi-Max è complementare: diventa infatti conveniente dove è molto costoso portare il doppino.

D. All'estero si telefona alla grande usando le linee internet, fenomeni come Skype ormai stanno figliando in tutti i paesi. Un'altra valanga in arrivo sul listino prezzi della telefonia fissa?

R. Fenomeni come Skype li teniamo bene in conto, ma non ci preoccupano. Anzi, sono un'opportunità per lo sviluppo del mercato e infatti anche noi lavoriamo sulla stessa tecnologia, offrendo la stessa tipologia di servizio. Se poi la telefonia a banda larga cresce nelle aspettative dei clienti, sarà meglio per tutti. Anche in questo credo che ci sia un po' di esterofilia, per cui se le cose le fa Skype sono buone, se le facciamo in Italia si è subito scettici.

D. Ma il traffico dati superveloce, la vera arma segreta dell'Umts, sta crescendo?

R. Il traffico sta crescendo secondo le nostre previsioni, sia quello delle schede Gprs-Edge e ora Umts che si inseriscono nei pc portatili, sia quello che viene scaricato sui telefonini. In particolare, quest'anno stiamo registrando una discontinuità molto forte rispetto al passato. il traffico dati sta infatti crescendo moltissimo.

D. Ma ora non fate a tempo a mettere a reddito l'Umts che arriva un'altra tecnologia superveloce, l'Hsdpa.

R. È una tecnologia ancora più potente e veloce dell'Umts. Oggi viaggia a 1,8 Megabit al secondo ma prevediamo arrivi a 3,6 Megabit entro fine anno. Questo significa che i tempi di scaricamento dati si riducono alla metà rispetto a quelli dell'Umts. Con i nuovi telefonini è così possibile navigare in internet, scaricare video, immagini e musica in tempi ridotti. La differenza con il passato si apprezza particolarmente nell'utilizzo delle schede da inserire dentro i pc portatili.

D. Qual è il futuro della videochiamata sia sul fisso sia sul mobile?

R. Ci vorrà ancora un po' di tempo perché i clienti si abituino a utilizzare questo servizio, e poi noi dobbiamo essere in grado di offrire il massimo della qualità. Io penso che possa diventare come l'sms, che per cinque anni ha dormito nei telefonini degli italiani prima di essere scoperto e rivelarsi il boom che sappiamo.

D. Convergenza commerciale tra fisso e mobile: l'Autorità ha chiesto alcune modifiche all'offerta fisso-mobile Unico, che avevate annunciato.

R. È normale, quando Telecom decide di lanciare un nuovo servizio, lo comunica e poi l'Autorità può chiedere maggiori informazioni su aspetti tecnologici e replicabilità dell'offerta. Siamo fiduciosi di poter partire a breve.

D. Il prossimo passaggio delle liberalizzazioni riguarderà le tlc. Tra gli oggetti di attenzione ci sia il vecchio canone che si paga ancora in bolletta, elemento cruciale per i conti di Telecom. Avete timori al riguardo?

R. All'interno della Commissione europea vi sono rappresentate opinioni diverse ma in quella stessa sede la liceità del canone non è messa in discussione. C'è una metodologia consolidata che spiega perché, se si ribaltassero sul traffico i costi del canone, il risultato non sarebbe diverso dall'attuale. L'unico difetto del canone sta nella sua continuità rispetto al passato, nel fatto che c'era nel periodo pre-liberalizzazione e continua a esserci ancora, per cui rischia di essere considerato come un improprio retaggio del passato. Ma non è così: serve a coprire dei costi industriali che Telecom Italia deve sostenere per garantire il servizio. (riproduzione riservata)


Milano Finanza
Numero 149, pag. 17 del 29/7/2006
Autore: Gabriele Capolino