11/06/2006
No, nessuno scorporo Telecom in vista
No, nessuno scorporo Telecom in vista Un'intervista del presidente dell'Autorità TLC è sembrata indicare una futura possibile separazione tra rete e operatore. Ma poi una smentita spiega: Agcom non ci sta proprio pensando. Diluviano i commenti di provider e consumatori Roma - Scorporo sì, scorporo forse, scorporo no. La separazione di dalla sua stessa rete è stata oggetto, lo scorso venerdì, di un qui pro quo che ha coinvolto l'. Che, apparentemente interessata a studiare la soluzione della scissione per un miglioramento della competitività del settore, ha poi smentito questo interesse. (L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria) Origine del presunto equivoco è un'intervista concessa a da Corrado Calabrò, presidente dell'Authority, inserita in un articolo titolato Calabro': pronti a blindare la rete di Telecom Italia. L'agenzia Radiocor de Il Sole aveva infatti reso noto che "L'Autorità per le comunicazioni studia la separazione della rete di Telecom Italia dalle divisioni commerciali della stessa società", una soluzione finalizzata a garantire una maggiore trasparenza nell'utilizzo dei dati e diminuire la criticità nel rapporto con i concorrenti. "Potremmo ispirarci al modello inglese, le valutazioni sono in corso già da un mese" - avrebbe dichiarato Calabrò - in seguito a che si è svolto a Roma tra i rappresentanti dell'Autorithy italiana e quelli dell'Ofcom, l'Autorità inglese. Nell'arco di "un mese e mezzo-due - avrebbe aggiunto Calabrò - arriveremo ad una decisione definitiva". Titolo e contenuti dell'intervista concessa dal garante Calabrò sarebbero però stati oggetto di fraintendimento: dopo la pubblicazione, la stessa Autorità ha tenuto a precisare, con una nota, che "nessuna ipotesi di separazione della rete Telecom Italia è all'esame dell'Agcom". "La conversazione con gli autori del servizio giornalistico - evidenzia il comunicato - si è svolta sul modello inglese che Calabrò ha ritenuto intellettualmente interessante ma con luci ed ombre. Nessun riferimento preciso è stato fatto alla situazione italiana, dove peraltro il Presidente ha sottolineato che la tecnologia e le regole sono tra le più avanzate del mondo". Non ha manifestato stupore per quanto accaduto l'associazione dei provider , che non manca di rimarcare il dietrofront di Calabrò condividendo i contenuti di un articolo di Oscar Giannino, pubblicato al riguardo dal quotidiano , secondo il quale la politica chiude gli occhi "di fronte agli eccessi ed agli abusi del monopolista" stabilendo un legame, tra Autorità e Politica, che non dovrebbe esistere essendo le Autorità "indipendenti". "AIIP - afferma l'associazione in una nota - ritiene che, se confermata, la denuncia di Libero sia di una estrema gravità e si chiede chi e come abbia costretto il Presidente Calabrò, a capo di una autorità indipendente a rimangiarsi l'intervista e a "doversi produrre in una imbarazzata ed imbarazzante autosmentita". Anche , nella giornata di sabato, la vicenda: "L'intervento di Calabrò è quindi da leggersi come un puro esercizio intellettuale, non orientato in alcun modo ad una azione concreta sul caso italiano, diverso e quindi da risolvere con i metodi già efficacemente, a suo parere, messi in campo dalla italianissima AGCOM. Male. Avremmo preferito il Calabrò in versione più aggressiva. La separazione di Telecom Italia è un' istanza sollevata da molteplici ed eterogenee voci e del settore (...) L'AGCOM avrebbe il dovere di prendere quanto meno in esame questa ipotesi, invece di zittirla". Anche l'associazione degli utenti ha commentato la vicenda spiegando di vedere con favore "qualsiasi iniziativa che permetta all'Italia di uscire dal medioevo delle telecomunicazioni e favorisca la creazione di una rete nazionale di interesse pubblico. Alla nostra associazione spiace constatare che l'Autorità garante non stia nemmeno valutando delle ipotesi per la separazione di Telecom Italia, questo dimostra quanto utenti e provider siano poco ascoltati dall'autorità e dà un grande input a Telecom Italia per proseguire con i suoi comportamenti anticoncorrenziali". Il riferimento dell'Associazione è alla sullo scorporo che proprio gli utenti avevano inviato al ministro delle TLC, Paolo Gentiloni, ottenendo peraltro il suo interessamento. Dario Bonacina