La Visione AIIP
Internet in Italia e il ruolo dell'Associazione Italiana Internet Provider
Joy Marino, vicepresidente AiipSOMMARIO
- Internet oltre i media
- Un settore tra competizione e cooperazione
- Obiettivi, progetti, confronti di Aiip
- Per un mercato aperto di servizi Internet in Italia
Internet oltre i media
Negli ultimi mesi il fenomeno Internet è finalmente esploso anche in Italia: non è possibile aprire giornali o riviste, ascoltare radio o televisione senza che Internet venga citata, a proposito o a sproposito. Questa attenzione è andata aumentando in modo esponenziale di pari passo con l'estendersi dell'offerta di servizi Internet da parte di un numero sempre crescente di fornitori. Analogamente a quanto è accaduto in altri paesi, quelli nel mondo anglosassone per primi, sono entrati nel mercato dei servizi Internet sia grandi corporation che piccoli imprenditori, associazioni, fornitori di sistemi, società di software ed editori elettronici. Ci sono stati alcuni tentativi di classificazione dell'offerta: si è parlato ad esempio di "Internet Access Provider" contrapposti a "Internet Service Provider", di "Servizi On Line", di "fornitori di connettività" e "sub-fornitori".Probabilmente è ancora presto per caratterizzare i segmenti del mercato, perchè la realtà di Internet è in continua evoluzione, e così lo sono i ruoli che ogni soggetto si dà e i mercati a cui si rivolge. Anche negli Stati Uniti, dove il settore è senza dubbio più maturo, la stratificazione in Provider nazionali e regionali, in fornitori di connettività o di servizi "on line" è tutt'altro che stabile. Nonostante l'attenzione dei mass-media, lo sviluppo di Internet nel nostro paese è ancora ben lontano da quello dei principali altri paesi dell'Europa occidentale, per non parlare degli Stati Uniti. Infatti, se rapportiamo il numero di "hosts" Internet registrati (una buona misura del grado di sviluppo di questa tecnologia) al prodotto nazionale lordo, rileviamo che il successo di Internet va di pari passo con la liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni di base e della conseguente diminuzione delle tariffe. Non a caso l'Italia è ancora nella fascia dei paesi a più bassa diffusione di Internet.
Un settore tra competizione e cooperazione
E' difficile tentare un censimento di chi fornisce quali servizi in Italia, ma questo compito verrà probabilmente affrontato da Aiip nei prossimi mesi: attualmente basta aprire le pagine di una delle diverse riviste che sono sorte a traino del fenomeno Internet per trovare decine di organizzazioni. E' chiaro a tutti i soggetti, però, che questo mercato ha una caratteristica peculiare: la chiave del successo sta nella capacità di essere al tempo stesso competitivi e cooperativi.Ovviamente competitivi per dare servizi migliori o prezzi più bassi al cliente, ma al tempo stesso cooperativi, perchè la chiave del successo di Internet, e ciò che l'utente finale vuole ottenere, è l'interconnessione con tutto il mondo e l'accesso a tutti i servizi esistenti. Con felice neologismo Peter Noorda di Novell ha inventato il termine "coopetitors", ed è con questo termine che i Service Provider italiani si autodefiniscono. Il passaggio dalla "coopetizione" alla associazione diventa quindi naturale, soprattutto quando diventa evidente la necessità di una maggiore visibilità e rappresentanza del mondo Internet a tutti i livelli.
Ecco quindi che i rappresentanti dei Service Provider iniziano a scambiarsi una fitta rete di messaggi di posta elettronica, trovando molti più punti in comune che punti di divergenza, fino ad arrivare, nella prima metà di giugno 1995, ad una vera e propria assemblea costitutiva di una associazione dei fornitori di servizi Internet, e nell'autunno di quest'anno alla decisione di rendere pienamente operativo il progetto Aiip.
Obiettivi, progetti, confronti di Aiip
L'Associazione Italiana Internet Provider è una associazione senza scopo di lucro, a cui possono aderire società o enti, che commercializzano servizi di accesso ad Internet e forniscono tali servizi in Italia senza imporre alcun vincolo a priori sugli usi ammissibili o sulla tipologia degli utenti, fatto salvo, ovviamente, che i servizi e gli usi devono essere in accordo con le leggi vigenti.L'Associazione ha per scopo la promozione della rete Internet e la sua diffusione in Italia per usi commerciali, culturali, sociali, scientifici. Essa promuove iniziative di tipo culturale ed informativo per la divulgazione di Internet e delle sue applicazioni in tutte le forme; sostiene azioni propositive a livello istituzionale per la promozione di un mercato dei servizi di Internet anche attraverso l'eliminazione delle barriere che ne ostacolino la crescita. Al suo interno l'Associazione promuove la definizione ed accettazione di standard qualitativi, così come la definizione di regole di comportamento etico nell'erogazione e nella gestione dei servizi. L'Associazione vuole inoltre dare supporto a progetti di ricerca di interesse comune per i suoi associati, così come contribuire al sostegno economico di centri deputati ad attività di coordinamento e documentazione, in analogia con quanto avviene in altri paesi. Ad esempio i centri di "Network Information" (NIC) o i siti di interconnessione tra le reti dei Service Provider (NAP) devono avere quei requisiti di neutralità che una realtà associativa può garantire.
Analogamente l'Associazione stessa vuole fungere da clearing house per quanto riguarda la trasparenza dei rapporti tecnici ed economici tra Service Provider. Infine l'Associazione ha funzioni di rappresentanza degli associati presso autorità, enti e istituzioni e tutela i loro interessi nelle sedi opportune. Non esistono allo stato attuale iniziative simili in altri paesi europei, ma poichè le motivazioni che sono alla base di questa iniziativa non sono specifiche della realtà italiana, ci aspettiamo che sorgano analoghe strutture, laddove la necessità della cooperazione si intreccia in modo virtuoso con lo stimolo alla competizione. A livello mondiale, ma con una connotazione per il momento sostanzialmente nord-americana, il CIX , Commercial Internet eXchange, nato con l'obiettivo di fungere da punto di interscambio tra le reti Internet commerciali, si è di fatto trasformato in trading association, e si propone di "facilitare la connettività globale tra Internet Service Provider in tutto il mondo, di promuovere lo sviluppo commerciale e l'utilizzo di Internet, di sostenere l'equità ed apertura degli ambienti di commercializzazione di Internet (attraverso standard, leggi internazionali, etc.) e di provvedere un forum per lo scambio di esperienze ed idee per rafforzare la vitalità dell'industria dei servizi Internet"; credo che ci siano molti punti di convergenza con gli scopi della nostra Associazione.
Per un mercato aperto di servizi Internet in Italia
Parafrasando Edison si può dire che Internet è per il 10% connessione e per il 90% hardware, software e lavoro intellettuale. La specificità di Internet, nell'ambito dell'industria informatica e delle telecomunicazioni (ITC) è infatti proprio quello di cerniera tra questi due mondi, tra connettività di base e valore aggiunto di servizi. Nella sua globalità, comunque, Internet costituisce un servizio a valore aggiunto, molto diverso dai servizi di telecomunicazione di base. Uno dei motivi del successo mondiale di Internet è dato dalla molteplicità e varietà dell'offerta possibile: così come i protocolli di Internet trovano la loro strada su qualunque media di comunicazione esistente (dalle connessioni via modem su rete telefonica alle reti in fibra ottica a 600 Mbps), così come le applicazioni di Internet hanno trovato posto su piattaforme tecnologiche diversissime (dai personal computer ai supercalcolatori), così una diversità di offerta e una varietà nella tipologia dei fornitori di servizi è essenziale per lo sviluppo del mercato.Quale modello di crescita è più opportuno per garantire i servizi di cui abbiamo bisogno? Non quello basato su un unico backbone, sia esso nazionale o continentale; la soluzione tipica di Internet vede invece più Service Provider in libera concorrenza, più interconnessioni neutrali a livello nazionale, più accordi bilaterali tra Service Provider.
Questa è stata ovunque la ricetta vincente di Internet:
- connettività garantita tra Service Provider non in regime di monopolio;
- interconnessione tra Service Provider senza trasferimento di costi ("zero settlement");
- accesso ai mercati.
Anche in Italia Internet vuol dire opportunità di business, numero di utenti in crescita esponenziale, contenuti interessanti ed innovativi. Non c'è bisogno di investimenti massicci per promuovere lo sviluppo di Internet, c'è bisogno di sostenere il mercato che sta nascendo, c'è bisogno di interconnessioni a basso costo e di chiarezza tariffaria e normativa, c'è bisogno che tutti i Service Provider lavorino insieme.

