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AIIP – LA DATA RETENTION SALE DA 24 A 72 MESI, E’ NECESSARIO UN DIALOGO

Roma, 26 luglio 2017

Lo scorso 30 giugno è venuto a scadere il provvedimento che imponeva agli operatori di telecomunicazioni di conservare i dati di traffico telefonico e telematico in deroga ai termini fissati nel Codice per la protezione dei dati personali, più brevi, ma comunque contrari alla giurisprudenza comunitaria.

Dopo che un patrimonio informativo potenzialmente rilevante è stato irrimediabilmente distrutto, ora il Parlamento torna sui suoi passi con un emendamento che, se approvato, estenderebbe a settantadue mesi la durata dell’intera filiera della conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico stravolgendo, di fatto, le attuali disposizioni. Una modifica di tale portata, pesante dal punto di vista tecnico, economico e di tutela dei diritti individuali, è stata rubricata all’interno di un emendamento sulla sicurezza degli ascensori.

Come insegna la Corte di giustizia europea, la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico (data-retention) è uno strumento potente ma facilmente utilizzabile in modo distorto. Di conseguenza è indispensabile che il suo utilizzo sia opportunamente meditato, cercando un punto di equilibrio fra esigenze di sicurezza e diritti di libertà.

Non solo. La data-retention limitata al traffico telefonico e telematico dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica è solo una parte di un problema più vasto. Enormi moli di dati parimenti interessanti dal punto di vista investigativo ricadono soventemente in giurisdizioni non italiane o comunque fuori dall’ambito dell’emendamento.

Stupisce, dunque, che con una incredibile coazione a ripetere, dopo gli emendamenti alla Legge europea 2017 che sottraggono alla magistratura il potere di indagare sugli illeciti in materia di diritto d’autore, li attribuiscono all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e impongono ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica obblighi di intercettazione e monitoraggio preventivo degli utenti, il Parlamento lanci nella medesima legge un ulteriore attacco alla libertà e all’intelligenza dei cittadini occultando all’interno di un emendamento che tratta tutt’altra materia un provvedimento sulla conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico che, in chiara violazione della giurisprudenza comunitaria, avrebbe richiesto ben altra attenzione.

AIIP, auspica pertanto che questo emendamento venga ritirato e che le Istituzioni aprano una riflessione seria sul tema del rapporto fra operatori di telecomunicazioni e strutture investigative dello Stato, argomento sul quale AIIP è da sempre in prima linea nell’offrire massima cooperazione, nel rispetto di regole chiare.